
Incastonato tra il mare e la macchia mediterranea, Hotel Il Pellicano non è soltanto uno degli hotel più iconici d’Italia: è una filosofia dell’accoglienza, un’estetica riconoscibile in tutto il mondo, una narrazione che unisce autenticità e bellezza senza tempo.
Per comprendere meglio il valore di questo luogo speciale e il suo legame profondo con l’Argentario, abbiamo incontrato Marie-Louise Sciò, CEO & Direttore Creativo di Pellicano Hotels Italy. Una conversazione che attraversa lo stile, la memoria, l’identità del territorio e l’importanza delle connessioni autentiche tra ospitalità di eccellenza e comunità locale.
Cosa significa oggi per lei portare avanti lo stile unico del Pellicano?
Per me, lo stile del Pellicano è qualcosa di vivo: non è un’idea fissa, ma una somma di atmosfera, dettagli, memoria e cura. Significa preservare l’autenticità del luogo anche quando lo si rinnova, far sì che ogni spazio, ogni camera, ogni elemento — dal design degli interni alla musica, dalla cucina al servizio — parli con coerenza. Non si tratta di una semplice replica del passato, ma di una rilettura attenta e delicata, capace di preservarne la storia e al tempo stesso di darle valore nel presente e nel futuro.
Quali aspetti dell’Argentario sente più vicini all’identità dell’hotel?
L’Argentario col suo mare, le scogliere, la luce che cambia negli orari del giorno, i giardini mediterranei e la natura selvaggia sono parte integrante dell’identità de Il Pellicano. La privacy che il luogo off re, il senso di fuga e di contemplazione, la profonda bellezza del paesaggio, sono elementi che definiscono l’esperienza Pellicano. Anche l’idea di eleganza discreta, sofisticata, ma non ostentata — che si intreccia con il relax del mare, con la natura, con la storia — è qualcosa che trae forza proprio dal carattere unico dell’Argentario.
Come vede la collaborazione tra strutture come la vostra e associazioni territoriali come Argentario & Friends?
Credo fortemente che queste collaborazioni siano non solo utili, ma fondamentali per sostenere un racconto autentico del territorio. Il Pellicano non opera da solo: la forza di un luogo sta anche nella comunità, nel riconoscimento e nel coinvolgimento dei talenti locali, delle imprese locali, degli interlocutori che conoscono e amano l’Argentario.
Attraverso queste collaborazioni, si può valorizzare insieme non solo ciò che è bello o elegante, ma anche ciò che è vero, radicato, che ha una storia. Si crea sinergia: migliori esperienze per gli ospiti, maggiore visibilità internazionale per il territorio, e una crescita che non tradisce l’identità locale.
Qual è il ricordo o l’emozione più forte che porta con sé dalla festa per i 60 anni del Pellicano?
Molti momenti sono stati speciali, ma quello che emerge di più è stata la sensazione di casa, di comunità: festeggiare circondata da amici storici, ospiti affezionati, persone che nel tempo hanno contribuito a plasmare lo spirito dell’hotel. Ci sono stati molti momenti speciali, ma ciò che più mi ha colpito è stata la sensazione di casa, di vera comunità: festeggiare circondata da amici di lunga data, ospiti affezionati e persone che nel tempo hanno contribuito a definire lo spirito dell’hotel. Ho percepito un forte legame tra passato e presente: la nostalgia — evocata dai sapori e dalle atmosfere— conviveva armoniosamente con la contemporaneità, il glamour discreto e l’attenzione ai dettagli. Anche l’eleganza spontanea della festa, quella sensazione di “essere tra amici” nonostante la presenza di ospiti celebri, è un ricordo che porto con me con grande emozione.
Cosa spera resti immutato dell’Argentario nei prossimi anni? E cosa invece vorrebbe cambiasse?
Quello che spero resti immutato dell’Argentario nei prossimi anni è prima di tutto il senso di natura incontaminata, quella bellezza paesaggistica che lo rende davvero unico. Mi auguro che continui a mantenere quell’aria di eleganza discreta, quasi una gentile nostalgia, fatta di storia, luce, mare, verde, quiete e privacy. Vorrei che non venisse mai meno la sua capacità di accogliere in modo autentico, off rendo esperienze vive e personali, lontane da un turismo standardizzato. Allo stesso tempo, ci sono aspetti che credo debbano evolvere. Penso innanzitutto a una maggiore consapevolezza ambientale: la sostenibilità, intesa in senso concreto e applicata all’uso dell’energia, delle risorse e alla gestione degli impatti,, è ormai imprescindibile. Vorrei anche che l’offerta turistica valorizzasse non solo il lusso e il glamour, ma soprattutto la cultura e le economie locali, l’artigianato e le tradizioni, coinvolgendo in maniera più attiva la comunità. Inf ine, sarebbe importante lavorare su infrastrutture e servizi migliori, per consentire a chi vive, lavora o visita l’Argentario di muoversi e godere appieno del territorio, trovando un equilibrio tra sviluppo e rispetto del territorio, senza che il turismo diventi invasivo.
Che impressione ha del nuovo brand territoriale presentato dal Comune? E come può Il Pellicano contribuire a rafforzarne il racconto internazionale?
È un’opportunità importante: un brand territoriale ben costruito può aiutare a dare all’Argentario una voce unitaria, coerente, più forte nel panorama internazionale, mettendo in risalto ciò che lo rende speciale, distintivo.
Il Pellicano può off rire un contributo significativo: grazie alla sua storia, al suo prestigio e alla sua visibilità, ma soprattutto per la sua capacità di comunicare in modo autentico— attraverso i suoi ospiti, i media, la boutique, ISSIMO e i progetti culturali.
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